Ora viene il difficile: descrivervi con poche parole questo libro.
Come la maggior parte dei classici ho fatto davvero fatica a terminarlo. (ci ho messo un mesetto). La storia è davvero pesante e il fatto che Svevo abbia utilizzato la narrazione mista (quindi non narra in ordine cronologico) non ha aiutato la lettura. Ho iniziato questo libro perché a scuola stavo affrontando l'autore. È mi è stato utilissimo in quanto le caratteristiche che studiavo a parte le notavo nell'opera e capivo meglio i "messaggi" e collegamenti che Svevo intendeva scrivendo questo romanzo. Nonostante ciò è stato pesante.
Il libro inizia dalla fine: un certo dottor S. ci riferisce che sta pubblicando il diario di un suo paziente, Zeno appunto, per vendicarsi del fatto che abbia smesso di seguire la terapia, questo perché Zeno capisce di non essere lui il malato ma la società in cui vive. Da qui in poi affronteremo l'analisi della vita di Zeno attraverso i suoi ricordi.
I libri classici non sono proprio il mio genere e nonostante ci provi e riprovi non riesco ad amarli come vorrei, so e quando ne leggo qualcuno percepisco gli insegnamenti che vogliono essere trasmessi...Ma forse sbaglio il momento e il fatto che me li impongo. Inoltre ritengo che soprattutto un classico vada letto conoscendo l'autore, il suo pensiero, il periodo in cui vive, che tipo di poetica segue e movimento letterario a cui fa riferimento. (Anche se sarebbe bene farlo con tutti gli autori).
Con ciò finisco la mia "piccola" riflessione.
Come la maggior parte dei classici ho fatto davvero fatica a terminarlo. (ci ho messo un mesetto). La storia è davvero pesante e il fatto che Svevo abbia utilizzato la narrazione mista (quindi non narra in ordine cronologico) non ha aiutato la lettura. Ho iniziato questo libro perché a scuola stavo affrontando l'autore. È mi è stato utilissimo in quanto le caratteristiche che studiavo a parte le notavo nell'opera e capivo meglio i "messaggi" e collegamenti che Svevo intendeva scrivendo questo romanzo. Nonostante ciò è stato pesante.
Il libro inizia dalla fine: un certo dottor S. ci riferisce che sta pubblicando il diario di un suo paziente, Zeno appunto, per vendicarsi del fatto che abbia smesso di seguire la terapia, questo perché Zeno capisce di non essere lui il malato ma la società in cui vive. Da qui in poi affronteremo l'analisi della vita di Zeno attraverso i suoi ricordi.
I libri classici non sono proprio il mio genere e nonostante ci provi e riprovi non riesco ad amarli come vorrei, so e quando ne leggo qualcuno percepisco gli insegnamenti che vogliono essere trasmessi...Ma forse sbaglio il momento e il fatto che me li impongo. Inoltre ritengo che soprattutto un classico vada letto conoscendo l'autore, il suo pensiero, il periodo in cui vive, che tipo di poetica segue e movimento letterario a cui fa riferimento. (Anche se sarebbe bene farlo con tutti gli autori).
Con ciò finisco la mia "piccola" riflessione.
Nessun commento:
Posta un commento