venerdì 24 febbraio 2017

Recensione:La casa delle bambole

In questo periodo non potevo non leggere un libro
sull'olocausto, anche se questo genere di libri non riesco proprio a leggerli
(come anche le storie vere). Devo dire però che questo libro doveva essere
letto proprio ora. Dovevo conoscere la vita di Daniella, trovatasi nel posto
sbagliato al momento sbagliato, anzi in un momento peggiore: la messa in atto
delle leggi razziali. Leggi che non dovevano mai essere neanche pensate, ma che
invece sono state attuate nel modo più crudele che ci possiamo immaginare. Il
libro viene diviso in due parti:
buon lavoro, un lavoro che le permette di essere salva da qualsiasi
la prima dove Daniella si trova "ancora" nel ghetto,
dove non conosce neancora la parte peggiore del mondo creato dal fuhrer. Ha un
giovani ragazze, trasportate chi sa dove, a fare chissà che cosa.
fratello, che vede di nascosto, quando viene deportato, è sollevato dal
rastrellamento. O almeno così pensa lei è tutti quelli che vivono li. Anche il
riserverà niente di buono, viene mandata in un posto che solo a leggerlo, mi
pensiero che la sua sorellina è al salvo. Non è così, quando a decide chi
deportare è direttamente il "capo" quando il rastrellamento è per
Inizia la seconda parte:dove per Daniella la vita non le
obbedisce, chi più coraggioso (o forse no) decide di ribellarsi.
saliva una rabbia, una voglia di riscatto fortissima. Scoprirà la vita nel campo,
scoprirà cosa succede quando le persone vengono deportate, quando non si è più
considerati una persona, un essere umano. Capirà e vedrà cosa succede a chi non
 La conclusione del libro è aperta a mille ipotesi: la mia è
in questa parte, a differenza della prima, viene descritto anche
il percorso e i pensieri del fratello di Daniella, Henry, per lui il fato ha
deciso una "pena" diversa, forse più leggera, se si può parlare di
leggerezza, parlando di Lager.
giusto, senza tralasciare le parti più profonde, ma neanche descrivendole fino
quella che i lager hanno frustato le anime delle persone che lo hanno vissuto e
solo chi ha avuto forza e speranza è riuscito ad arrivare fino alla
"fine".
 Il libro per quanto possa esserlo è ben strutturato, intenso e descrittivo nel punto
interpretare le conseguenze, il futuro
in fondo. La scrittrice sa quando fermarsi, quando è ora di lasciar al lettore