martedì 13 giugno 2017

Recensione: piccole donne

Si, a 18 anni dovevo ancora leggere "piccole donne". Però ho rimediato ora.
Premessa finita, iniziamo a parlare del libro. Come potete vedere l'edizione che possiedo non è delle ultime, ma è molto molto bella. Scoprì (ancora più imbarazzante) che ci sono altri due libri che completano la storia della famiglia March (piccole donne crescono e i ragazzi di Jo), che non vi dico dove li ho recuperati....
La trama penso che ormai la sappiate tutti, ma se c'è qualcuno come me che deve ancora leggerlo vi dico poche cose: in questo libro si parla della famiglia March, la mamma che ama le sue figlie con tutto il cuore, il padre che incontreremo poco, ma ne sentiremo parlare molto, perché è partito per la guerra. Poi ci sono le quattro sorelle: Meg la più grande, più tranquilla, Jo la più vivace, e spericolata, Beth la più timida, tranquilla e donnina di casa, e Amy la più rivoluzionaria, con la voglia di cambiare la situazione. Si aggiungerà poi un giovane solitario Laurie, che vive nel palazzo vicino con il nonno, diventerà molto importante per la famiglia March. 
La storia è strutturata in modo da avere una visione completa della situazione, di tutti i componenti e ogni capitolo trasmette perle di saggezza, soprattutto sul fatto che essere poveri non significa tristezza o malinconia, ma capire il reale valore delle cose che si anno, a differenza della ricchezza.

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